Voce professionale

“Che corde ho?”

Questa domanda non dovrebbe esistere più da oltre un secolo : “Lo stabilire a quale tessitura appartenga la voce di un individuo, specialmente se è giovane, per elasticità dell’organo che permette con forti stiramenti di raggiungere note molto acute, e per l’incompleta evoluzione sia della laringe che della cassa di risonanza, per cui la voce non è ancora caratterizzata e non ancora si sviluppano le note gravi, è cosa spesso assai difficile, talvolta non è possibile a tutta prima…Finché si è molto giovani…vi è grande elasticità dei tessuti e si possono far sforzi che inducono nella illusione di possedere note acute naturali, ma appena l’organo col maturar degli anni si caratterizza, si consolida in conformità della sua natura, non resiste.”

C. Labus Per l’Oratore ed il Cantante, p. 429, Hoepli 1912

Coro della Chiesa

Se è vero che una struttura ha delle condizioni di base che predispongono “più o meno” a una funzione, un gesto complesso risente sempre di più fattori, che possono fungere come correttivi o amplificatori.

Così non si discute più della dimensione delle mani di un pianista - ma semmai si sono adattate le tastiere - o della struttura di un atleta da quando Bolt ha “ribaltato” l’idea classica di scattista o Fosbury ha rivoluzionato il modo di saltare in alto.

 

La voce di un Professionista, artistico o non, non sono solo le sue corde, ma tutto il Professionista.
E anche quello va valutato e considerato. 

Valutazione voce professionale : videolaringostroboscopia + videofibroscopia orale + videorinolaringostroboscopia + analisi vocale ( se necessario con prove audiometriche)